<style type="text/css">a[data-mtli~="mtli_filesize215,69kB"]:after {content:" (215,69 kB)"}</style><style type="text/css">a[data-mtli~="mtli_filesize325,35kB"]:after {content:" (325,35 kB)"}</style><style type="text/css">a[data-mtli~="mtli_filesize379,00kB"]:after {content:" (379,00 kB)"}</style><style type="text/css">a[data-mtli~="mtli_filesize751,67kB"]:after {content:" (751,67 kB)"}</style><style type="text/css">a[data-mtli~="mtli_filesize7,61MB"]:after {content:" (7,61 MB)"}</style>BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Conservatorio Fausto Torrefranca - ECPv6.0.1.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Conservatorio Fausto Torrefranca
X-ORIGINAL-URL:https://consvv.it
X-WR-CALDESC:Events for Conservatorio Fausto Torrefranca
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241017T103000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241017T180000
DTSTAMP:20260607T081120
CREATED:20241003T084456Z
LAST-MODIFIED:20250207T141943Z
UID:39344-1729161000-1729188000@consvv.it
SUMMARY:Schoenberg è vivo (IV Giornata di studi di analisi musicale)
DESCRIPTION:Nel 1951\, dopo aver appreso della morte di Arnold Schoenberg\, un giovane Pierre Boulez (1925-2016) pubblicò un breve saggio dal titolo «Schoenberg est mort!»\, con il quale (accusando neanche tanto velatamente il compositore austriaco) affermava come fosse ormai da considerarsi definitivamente chiusa la stagione dei compromessi tra un linguaggio ancora vicino (per certi versi) alla tradizione\, e un nuovo linguaggio che tentava invece di recidere ogni legame con il passato\, invocando al contempo l’inizio di una nuova era all’insegna di principi compositivi rigorosi (come quelli riscontrabili nelle opere di Anton Webern)\, che i giovani esponenti della scuola di Darmstadt (fra i quali lo stesso Boulez) avevano già iniziato a mettere in pratica.\nIn realtà il tempo\, che spesso è galantuomo\, ha dimostrato come quella stagione di innovazioni radicali abbia avuto una valenza e un impatto tutto sommato effimeri\, venendo presto superata da atteggiamenti di tutt’altro tipo\, mentre invece l’eredità lasciataci da Schoenberg\, sia come compositore che come teorico\, ancora oggi si rivela decisiva per comprendere a fondo le ragioni che hanno dato vita a quella straordinaria stagione di creatività musicale che ha attraversato la prima metà del XX secolo e che viene solitamente etichettata con l’espressione “Novecento storico”.\nL’occasione del 150° anniversario della nascita del compositore austriaco (1874-1951) ci offre pertanto la possibilità di rovesciare l’assunto di Boulez\, per provare a dimostrare come i compromessi presenti nelle opere di Schoenberg\, i suoi tentennamenti fra stilemi del passato e una nuova concezione musicale\, non siano da considerarsi come un segno di debolezza\, quanto piuttosto di consapevolezza della grande stagione musicale che ci si stava lasciando alle spalle\, che per questa ragione non poteva quindi essere semplicemente ignorata.\nPartendo dalla figura di Schoenberg\, e dalle sue più significative innovazioni (dal periodo atonale fino alla genesi e allo sviluppo del metodo seriale\, che gradualmente prenderà corpo nella sua produzione)\, si tenterà di far luce sul periodo storico oggetto di indagine prendendo in considerazione anche la produzione di alcuni fra i principali compositori del tempo – sia affini (Webern) che distanti (Debussy e Bartók) dal suo mondo espressivo –\, tutti accomunati dal comune desiderio di individuare una nuova via da seguire. \n** \nProgramma dei lavori [visualizza la brochure] \nSaluti istituzionali: \nVittorino Naso\, Direttore del Conservatorio di Musica di Vibo Valentia\nAntonello Scalamandrè\, Presidente del Consiglio di Amministrazione \nIntroduzione a cura di Domenico Giannetta\, Coordinatore del DITAC \nore 11.00: sessione mattutina \nMaria D’Agostino\nB.A.C.H. nella tradizione dodecafonica: retrospezioni per una «Nuova Musica» \nEsecuzione di Simbolo\, dal Quaderno musicale di Annalibera di Luigi Dallapiccola\n(pianoforte: Maria D’Agostino) \nAlessandro Lemmo\nIl De Profundis op. 50b per coro misto a sei voci di Arnold Schoenberg \nGiulia Maria Rita Basile\nLa Urpflanze goethiana nelle Variationen für Klavier op. 27 (1936) di Anton Webern: ricerca di coerenza e unitarietà \nGabriele Sangiuliano\nAnton Webern\, Variazioni op. 27: analisi dodecafonica della III Variazione \nEleonora Forelli\nDes pas sur la neige di Claude Debussy: relazioni e connessioni attraverso il tempo \nSalvatore Mirenda\nColloquio tra numeri primi: la matematica nell’universo sonoro di Schoenberg e Debussy \n** \nore 15.00: sessione pomeridiana \nLuigi Sassone\nIl lascito di Heinrich Fritz Klein e il suo rapporto con il sistema dodecafonico \nMaria Luisa Grillone\nLa teoria degli insiemi e la musica di Bartók: analisi dell’Allegro moderato da For Children (vol. 1\, n. 39) \nMichele Arena\nSchoenberg e la musica da film: la musica «colta» al servizio delle immagini \nFortunato Costantino Mandaradoni\nVerklärte Nacht di Schoenberg: un esperimento analitico \nStefano Mazzeo\nSchatzler klein op. 18 n. 1: il Lied che ha dato inizio all’era dodecafonica di Anton Webern \nMaria Pia Guerrera\nDes Herzens Purpuvogel op. 25 n. 2: il Lied simmetrico di Webern \nAntonio Rondinelli\nIl rigore e la simmetria nel trattamento della serie nel Concerto op. 24 di Anton Webern \nDomenico Giannetta\nLa Suite für Klavier op. 25 di Arnold Schoenberg: un ponte fra tradizione e innovazione \nAssistenza tecnica: Antonio Miceli e Francesco Petrilli\n(in collaborazione con la classe di Elettroacustica del prof. Luciano Graffi) \n** \nGli studenti iscritti ai Corsi accademici di primo e secondo livello che parteciperanno alla giornata di studi otterranno il riconoscimento di 1 CFA. \nComitato scientifico della giornata di studi: Domenico Giannetta – Luigi Mogrovejo – Vittorino Naso\nReferente: prof. Domenico Giannetta (d.giannetta@consvv.it) \nPrecedenti edizioni delle Giornate di studi di analisi musicale: \n\n2021: Presentazione del volume n. 1 dei «Quaderni di analisi»\n2022: Iannis Xenakis (1922-2001): compositore\, architetto e visionario\n2023: L’universo sonoro di György Ligeti (1923-2006)\n\n\nGALLERIA FOTOGRAFICA: \n \n \n     \n     \n     \n   
URL:https://consvv.it/evento/schoenberg-e-vivo-iv-giornata-di-studi-di-analisi-musicale
LOCATION:Sala Concerti del Conservatorio (ex Convento dei Gesuiti)\, Via Scesa del Gesù\, 18\, Vibo Valentia\, 89900
CATEGORIES:Convegno
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://consvv.it/wp-content/uploads/manifesto-schoenberg-2024-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231202T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231202T193000
DTSTAMP:20260607T081120
CREATED:20231124T112116Z
LAST-MODIFIED:20240517T074336Z
UID:16475-1701538200-1701545400@consvv.it
SUMMARY:Convegno di studi: Nicola A. Manfroce e il Decennio francese a Napoli (1806-1815)
DESCRIPTION:Convegno di studi \nNicola Antonio Manfroce e il Decennio francese a Napoli (1806-1815) \nAssociazione Amici della Musica Manfroce APS\, in collaborazione con il Conservatorio «Fausto Torrefranca» di Vibo Valentia* \nComitato scientifico e organizzativo:\nAntonio Gargano\, Domenico Giannetta e Maria Grande \nLink per seguire il convegno in streaming: https://www.youtube.com/watch?v=EdUKp4nqgYE \n*** \nProgramma dei lavori: \nModeratore: Maria Grande \nAntonio Buttiglione\nLa storia e il potere tra celebrazione e contestazione. Immagini e narrazioni alternative del passato nel Regno di Napoli del Decennio francese \nDomenico Giannetta\n«A quel sen che l’ha nutrita»: la produzione operistica di Nicola Antonio Manfroce \nChiara Macrì\nLa scuola pianistica napoletana nel Decennio francese \nMarco Pollaci\n«Avvegnaché natura avesse fatto Manfroce degno di grandissime cose». Tradizione didattica napoletana e prassi compositiva nella produzione musicale di Nicola Manfroce \nGianluca Corrado\nPolissena ed Ecuba tra tragedia e opera in musica: evoluzione tra generi e l’emergere del protagonismo femminile nel melodramma \n* La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti gli interessati senza bisogno di iscrizione. Gli studenti iscritti ai corsi accademici di primo e secondo livello (di qualsiasi indirizzo) del Conservatorio di Vibo Valentia avranno la possibilità di ottenere il rilascio di un attestato valido per il riconoscimento di crediti formativi a seguito della compilazione di un apposito registro per la raccolta delle firme che verrà loro messo a disposizione durante lo svolgimento del Convegno di studi.\n** \nOggetto del Convegno: \nNegli anni 1806–1815 Napoli è la capitale di un regno controllato dai francesi\, guidato prima da Giuseppe Bonaparte e poi da Gioacchino Murat. In questo periodo vengono prese importanti decisioni per riformare la vita musicale cittadina\, dalla riunificazione dei preesistenti e storici Conservatori nel nuovo Real Collegio di Musica\, alla conseguente riforma dell’impostazione didattica del nuovo istituto (sul modello di quella sperimentata nel neonato Conservatorio parigino)\, fino all’assegnazione della gestione dei Teatri Reali al celebre impresario milanese Domenico Barbaja. La nuova classe dirigente\, inoltre\, favorisce l’influsso di modelli francesi nella produzione musicale del tempo\, che si traduce nella messa in scena di lavori operistici precedentemente rappresentati a Parigi\, talvolta opportunamente adattati per venire incontro alle abitudini consolidate del pubblico napoletano. In questo contesto si inserisce la breve ma intensa parabola artistica di Nicola Antonio Manfroce (Palmi\, 1791 – Napoli\, 1813)\, il più dotato fra gli allievi della scuola musicale napoletana venuti alla luce nel primo decennio del XIX secolo\, prontamente individuato e valorizzato da Barbaja già nel 1809 (quando il nostro aveva da poco compiuto 18 anni) con il primo incarico prestigioso. Dopo una proficua esperienza romana\, utile a consolidare il proprio talento\, Manfroce viene investito del compito di realizzare una sorta di sintesi fra le due culture musicali\, quella autoctona e quella importata dalla classe regnante: da questo esperimento nascerà “Ecuba” (1812)\, opera che rappresenta in qualche modo il manifesto artistico-culturale di questa breve ma intensa stagione della vita musicale napoletana nota come “Decennio francese”. \nScarica il programma del Convegno \n** \nCurricula dei relatori: \nAntonio Buttiglione \nNasce a Cosenza nel 1988 e consegue la laurea triennale nel 2010\, quella magistrale nel 2014 presso l’Unical col massimo dei voti e la lode\, e il dottorato di ricerca nel 2018 presso l’Università della Tuscia col giudizio di “ottimo”. Ha conseguito borse di ricerca presso l’IISS di Napoli nel 2013\, nel  2018 e nel 2019\, e presso l’Università di Pisa nel 2021. Ha svolto attività di ricerca e professionale presso l’Unical\, presso la School of Humanities della University of Glasgow\, l’Université de Neuchâtel\, e il Politecnico di Milano. E’ socio Socio della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco)\, della Società Napoletana di Storia Patria\, della Société d’Histoire de la Révolution de 1848 et des Révolutions du XIXe Siècle\, e della Società Italiana di Storia Ambientale. La casa editrice il Mulino ha pubblicato nel 2022 il volume Provincia “ribelle”. Radicali\, movimenti popolari e beni comuni nelle Calabrie (1820-1848). Un suo articolo “L’apparenza di una brillantissima festa”. Monarchia e territori nei viaggi del re delle Due Sicilie Ferdinando II nelle Calabrie del 1833 e 1852\, è apparso in «Storia Urbana»\, e un altro “1848: Sfera pubblica\, movimenti popolari e borghesia radicale nelle Calabrie in rivoluzione”\, in «Società e Storia». Ha curato\, nel 2020\, la voce “Sansone Valobra”\, nel Dizionario Biografico degli Italiani\, vol. 98 (2020)\, Istituto dell’Enciclopedia Italiana\, Roma 2020. E’ stato relatore in numerosi convegni in Italia e all’estero. Attualmente è membro del comitato scientifico dell’unità di ricerca Monarchia borbonica\, controrivoluzione e brigantaggio politico nel Mezzogiorno (1799-1870) dell’Università di Salerno\, nell’ambito del progetto Prin 2017 WLPTRL Il brigantaggio rivisitato. Narrazioni\, pratiche e usi politici nella storia dell’Italia moderna e contemporanea\, responsabile Prof. Carmine Pinto e cultore della materia in Storia Moderna presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Dal 01/01/2023 è docente a contratto di Storia contemporanea presso l’Università della Calabria. \nDomenico Giannetta \nCompositore e musicologo\, ha studiato presso il Conservatorio di Musica di Reggio Calabria (si è diplomato in Composizione\, Pianoforte\, e al Biennio in Discipline musicali) e presso l’Università di Bologna (Laurea in DAMS). È titolare della cattedra di Teoria dell’armonia e analisi presso il Conservatorio di Musica di Vibo Valentia\, presso il quale ricopre anche l’incarico di Coordinatore del Dipartimento di Teoria e analisi\, composizione e direzione. Come compositore i suoi lavori sono stati eseguiti in Italia e all’estero da affermati interpreti (dal Quintetto Bibiena al duo Manara-Voghera\, da Emanuele Arciuli a Mario Stefano Pietrodarchi\, dalla Camerata Europæa di Berlino alla Amadeus Chamber Orchestra of Polish Radio…) e sono stati ospitati in contesti prestigiosi quali il Festival Antidogma Musica di Torino e il Festival dei due Mondi di Spoleto. La sua opera “Maria Olivares”\, commissionata dal Teatro Alfonso Rendano di Cosenza\, è stata eseguita in forma di concerto nel 2009 in occasione del Centenario del teatro cosentino. Negli ultimi anni si è interessato principalmente di teoria e analisi musicale: ha pubblicato con la LIM (Libreria Musicale Italiana) i volumi “I Nocturnes di Claude Debussy: uno studio analitico” (2007) e “Tecniche per l’analisi della musica post-tonale” (2023)\, ed è inoltre autore di testi dedicati alla didattica dell’armonia e dell’analisi\, e di diversi contributi ospitati in riviste del settore e in volumi miscellanei\, oltre ad aver partecipato come relatore a numerosi convegni di studi nazionali e internazionali. Come studioso\, i suoi principali campi di interesse sono le relazioni fra modalità e tonalità\, la teoria e didattica dell’armonia\, la teoria delle forme classiche e l’analisi della musica post-tonale. A partire dal 2013 ha cominciato ad interessarsi alla figura artistica di Nicola Antonio Manfroce\, occupandosi della trascrizione e revisione del manoscritto della sua opera “Ecuba” (1812). Nel 2017 ha dato vita alla collana editoriale “Nicola Antonio Manfroce – Le Opere”\, nata in seno alle Edizioni del Conservatorio di Musica Fausto Torrefranca\, di cui è Direttore editoriale: la collana\, che conta attualmente sei volumi\, si pone l’obiettivo di pubblicare in edizione moderna i manoscritti del compositore rendendo finalmente fruibili ed eseguibili le sue composizioni. Un primo significativo riscontro di questa iniziativa si è avuto nel 2019\, quando il Festival della Valle d’Itria ha allestito a Martina Franca una rappresentazione di “Ecuba” che è stata trasmessa in diretta radiofonica su Rai RadioTre\, sul circuito EuroRadio\, e in differita televisiva sul canale Rai5. \nChiara Macrì \nPianista e musicologa\, è stata contrattista presso il DAMS dell’Università di Bologna e dell’Unical. Ha collaborato con il Teatro Comunale di Bologna e con le Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna e di Milano\, rappresentando quest’ultima\, nel 2003\, al Congresso della Società Italiana di Anatomia e al Workshop internazionale di Münster\, Germania. Interessata alla didattica musicale\, dopo aver frequentato i seminari di Giovanni Piazza secondo la metodologia dell’Orff-Schülwerk\, si è dedicata alla didattica dell’ascolto\, seguendo gli insegnamenti di Giuseppina La Face Bianconi\, sua relatrice della tesi di laurea. È stata docente di numerosi PON\, POR e di Corsi Nazionali di Formazione riconosciuti dal MIUR. Insegna Storia della Musica per Didattica presso il Conservatorio di musica di Vibo Valentia\, ed è direttore della Biblioteca dell’A.M.A. Calabria. Dottore di Ricerca in Musicologia e Beni musicali presso l’Università di Bologna con uno studio inerente il rapporto tra gesto\, suono e meccanica del pianoforte pubblicato online su damsdottorato.cib.unibo.it/981/\, è coautrice di diversi articoli per riviste internazionali. Nel 2008 è uscita la sua monografia “I grandi Maestri di pianoforte del Sette-Ottocento” (A.M.A. Calabria). Nel 2013 ha pubblicato “Sebastiano Guzzi” (Edizioni Musicali Wicky)\, mentre nel 2021 ha curato insieme a Giancarlo Rostirolla la pubblicazione degli “Scritti di musicologia critica ed estetica” di Fausto Torrefranca (Edizioni del Conservatorio di Musica Fausto Torrefranca). \nMarco Pollaci \nDopo gli studi in pianoforte\, composizione  e canto lirico\, ha conseguito la laurea in Discipline delle Arti\, della Musica e dello Spettacolo\, ad indirizzo musicologico\, presso l’Universitá di Roma Tor Vergata. Dopo aver vinto la borsa di studio “Henry Thomas Mitchell Postgraduate Singing Scholarship” ed aver collaborato come docente presso il Music Department della Nottingham University\, conclude il dottorato di ricerca presso la Nottingham University con il prof. Nicholas Baragwanath. Ha collaborato con la BBC Radio 3 e altri programmi radiofonici dove ha discusso delle sue ricerche di storia della musica e della prassi compositiva del Settecento e dell’Ottocento. Nel 2020 è stato vincitore del Research Project Grant presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia. Ha pubblicato contributi sull’opera italiana\, sul partimento nell’Ottocento e sulle fonti relative alla tradizione didattica del Settecento e dell’Ottocento. I suoi   ambiti di ricerca riguardano la storia della musica\, la storia della teoria musicale del diciottesimo e del diciannovesimo secolo\, l’analisi musicale\, lo studio della didattica e della prassi compositiva italiana. Ha lavorato come docente di Storia della Musica e di altre discipline musicologiche  alla Nottingham University e alla National University of Ireland Maynooth; attualmente insegna Storia della Musica presso il Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia. \nGianluca Corrado \nNato a Reggio Calabria il 17 gennaio 1997\, consegue dapprima la maturità classica presso il Liceo classico “T. Campanella”\, poi la laurea triennale in Lettere classiche (L-10) presso l’Università degli studi di Messina con una tesi di laurea in filologia greca intitolata “L’Esichio di Schleusner”\, discussa con il prof. Claudio Meliadò e con votazione di 110/110 e Lode. In seguito\, consegue la laurea magistrale in Filologia e storia dell’antichità (LM-15) presso l’Università di Pisa con una tesi di laurea magistrale sull’Ecuba di Manfroce\, intitolata: “L’Ecuba di Manfroce: Polissena e la ‘ragion di stato’ nella Napoli murattiana”\, discussa con il prof. Alessandro Grilli\, nuovamente con votazione di 110/110 e lode. Con la sua tesi\, Corrado intraprende il primo studio sistematico dell’opera di Manfroce con le lenti della filologia e della storia della tradizione classica\, e delle due versioni (francese e italiana) del libretto di quest’opera. Attualmente docente precario di lettere presso la scuola secondaria di I grado\, collabora come redattore freelance dal 2015 con le testate online StrettoWeb e MeteoWeb; ha inoltre svolto attività nel sociale di rappresentanza studentesca in ambito scolastico e universitario (a Reggio Calabria e Pisa). Ha infine cantato e canta come baritono e basso in diversi cori polifonici tra Calabria e Toscana\, fra i quali il coro “San Paolo” di Reggio Calabria\, il coro dell’università di Pisa e il coro “V. Galilei” della Scuola Normale Superiore di Pisa.
URL:https://consvv.it/evento/nicola-a-manfroce-e-il-decennio-francese-a-napoli
LOCATION:Palmi: Auditorium della Casa della Cultura\, Via Felice Battaglia\, Palmi\, 89015\, Italia
CATEGORIES:Convegno
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://consvv.it/wp-content/uploads/convegno-manfroce_02-12-2023.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231011T103000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20231011T183000
DTSTAMP:20260607T081120
CREATED:20230920T145753Z
LAST-MODIFIED:20240517T074606Z
UID:15597-1697020200-1697049000@consvv.it
SUMMARY:L'universo sonoro di György Ligeti (Giornata di studi)
DESCRIPTION:  \n\n\nProgramma dei lavori\n\n\nore 10.30: saluti istituzionali \nVittorino Naso\, Direttore del Conservatorio di Musica di Vibo Valentia\nAntonello Scalamandrè\, Presidente del Consiglio di Amministrazione \nIntroduzione a cura di Domenico Giannetta\, Coordinatore del DITAC (Dipartimento di Teoria e Analisi\, Composizione e Direzione) \n** \nore 11.00: sessione mattutina \npresiede Domenico Giannetta \nMaria D’Agostino\nUnione di costruzione e poetica: gli Studi per pianoforte di György Ligeti  \nMichele Arena\nFenomenologia sonora nella geometria ritmica di Ligeti: analisi e orchestrazione di “Fém” \nLuigi Mogrovejo\nLe Grand Macabre: «L’opera della mia vita» \n** \nore 15.00: sessione pomeridiana \npresiede Luigi Mogrovejo \nAntonio Ferrara\nKubrick docet: la musica di Ligeti al cinema \nLaboratorio di Interactive listening coordinato da Ferruccio Messinese:\n• Arianna Barbuto – Gli studi per pianoforte di Ligeti: misura attitudinale per le nuove generazioni pianistiche\n• Giulia Maria Rita Basile – Entropia fisica e durée bergsoniana nel Poème symphonique (1962) di György Ligeti \nPresentazione del volume: Quaderni di analisi – II: Studi su Iannis Xenakis\nAtti della Giornata di studi: «Iannis Xenakis (1922-2001): compositore\, architetto e visionario» – Vibo Valentia\, 21 ottobre 2022 \nLuigi Sassone\nTradizione\, ricerca e idiomi compositivi nei quartetti per archi di Ligeti \nSalvatore Mirenda\nDa Beethoven a Ligeti: elaborazione motivica\, melodia occultata e tecnica dell’unisono imperfetto \nDomenico Giannetta\nCome un meccanismo di precisione: il ruolo del ritmo nella musica di Ligeti \n** \nComposizioni eseguite: \nStudio n. 4\, libro I: “Fanfares” (1985)\nMaria D’Agostino\, pianoforte \nSelezione di brani tratti da Musica Ricercata (1953)\nFrancesco Silvestri\, pianoforte \nSelezione di brani tratti da Musica Ricercata (1953) trascritti per fisarmonica\nGiancarlo Palena\, fisarmonica \nTrascrizione di Continuum (1968) per strumenti a percussione (a cura di Luigi Sassone)\nTrascrizione di Passacaglia Ungherese (1978) per quattro strumenti a percussione (a cura di Salvatore Mirenda)\nEnsemble della Classe di Strumenti a percussione – docente: Vittorino Naso \n** \nComitato scientifico e organizzativo:\nDomenico Giannetta – Luigi Mogrovejo – Vittorino Naso \n\nLa partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti gli interessati senza bisogno di iscrizione.\nGli studenti iscritti ai corsi accademici di primo e secondo livello (di qualsiasi indirizzo) del Conservatorio di Vibo Valentia avranno la possibilità di ottenere il rilascio di un attestato valido per il riconoscimento di crediti formativi a seguito della compilazione di un apposito registro per la raccolta delle firme che verrà loro messo a disposizione durante lo svolgimento della Giornata di studi.\nPer ulteriori info è possibile contattare il prof. Domenico Giannetta (d.giannetta@consvv.it)\n\n**\n\nScarica la brochure in formato pdf\n\nGalleria fotografica:\n \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n 
URL:https://consvv.it/evento/luniverso-sonoro-di-gyorgy-ligeti
LOCATION:Sala Concerti del Conservatorio (ex Convento dei Gesuiti)\, Via Scesa del Gesù\, 18\, Vibo Valentia\, 89900
CATEGORIES:Convegno
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://consvv.it/wp-content/uploads/giornata-di-studi-ligeti_23.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20221021T150000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20221021T190000
DTSTAMP:20260607T081120
CREATED:20221011T090056Z
LAST-MODIFIED:20240517T075015Z
UID:12887-1666364400-1666378800@consvv.it
SUMMARY:Iannis Xenakis (1922-2001): compositore\, architetto e visionario
DESCRIPTION:______\nProgramma dei lavori\n(in rosso sono indicate le composizioni di Xenakis eseguite durante la Giornata di studi) \nSaluti istituzionali: \nVittorino Naso (Direttore del Conservatorio di Musica di Vibo Valentia)\nAntonello Scalamandrè (Presidente del Consiglio di Amministrazione)\nFabio Foti (Presidente Ordine Architetti P.P.C. Provincia di Vibo Valentia) \nInterventi: \nModeratore: Luigi Mogrovejo (Conservatorio di Musica di Vibo Valentia) \nLuigi Achille (Vice-presidente Ordine Architetti P.P.C. Provincia di Vibo Valentia)\nLo spazio architettonico a servizio della musica \nDomenico Giannetta (Conservatorio di Musica di Vibo Valentia)\nSuoni e numeri: la musica tra arte e scienza \nAgostino Di Scipio (Conservatorio di Musica di L’Aquila)\nIannis Xenakis e l’informatica musicale \n\nRebonds B (1989) per un percussionista: Giuseppe Maiorana\, percussioni\n\nClasse di Composizione – docente: Luigi Mogrovejo \nMichele Arena (diplomato al Biennio in Composizione)\nMetastaseis: architettura sonora nella musica stocastica di Xenakis \nFortunato Mandaradoni (studente del Biennio in Composizione)\nSix chansons pour piano: l’ellenismo in Xenakis \n\nSix chansons pour piano (1951): Francesco Silvestri\, pianoforte\n\nLuigi Sassone (studente del Triennio in Composizione)\nRiflessione su À R. (Hommage à Ravel) \n\nOkho (1989) per tre percussionisti: Trio di percussioni del Conservatorio (Vincenzo Alati\, Vincenzo Castelbano\, Marco Ginese)\n\n(in collaborazione con la Classe di Strumenti a percussione – docente: Vittorino Naso) \n  \nComitato scientifico: Domenico Giannetta – Luigi Mogrovejo – Vittorino Naso \nGli studenti che hanno partecipato alla Giornata di studi potranno richiedere il rilascio di un attestato che darà diritto al riconoscimento di crediti formativi \n** \nScarica la brochure
URL:https://consvv.it/evento/iannis-xenakis-1922-2001-compositore-architetto-e-visionario
LOCATION:Sala Concerti del Conservatorio (ex Convento dei Gesuiti)\, Via Scesa del Gesù\, 18\, Vibo Valentia\, 89900
CATEGORIES:Convegno
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20220608T090000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20220609T130000
DTSTAMP:20260607T081120
CREATED:20220520T164120Z
LAST-MODIFIED:20240517T075141Z
UID:12094-1654678800-1654779600@consvv.it
SUMMARY:Convegno Nazionale DSA e AFAM 2022
DESCRIPTION:Programma dell’evento
URL:https://consvv.it/evento/convegno-nazionale-dsa-e-afam-2022
LOCATION:Aula Magna ‘A. Sirignano’ (sede di Viale Affaccio)\, Viale Affaccio\, 129\, Vibo Valentia\, VV\, 89900\, Italia
CATEGORIES:Convegno
END:VEVENT
END:VCALENDAR