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SUMMARY:Schoenberg è vivo (IV Giornata di studi di analisi musicale)
DESCRIPTION:Nel 1951\, dopo aver appreso della morte di Arnold Schoenberg\, un giovane Pierre Boulez (1925-2016) pubblicò un breve saggio dal titolo «Schoenberg est mort!»\, con il quale (accusando neanche tanto velatamente il compositore austriaco) affermava come fosse ormai da considerarsi definitivamente chiusa la stagione dei compromessi tra un linguaggio ancora vicino (per certi versi) alla tradizione\, e un nuovo linguaggio che tentava invece di recidere ogni legame con il passato\, invocando al contempo l’inizio di una nuova era all’insegna di principi compositivi rigorosi (come quelli riscontrabili nelle opere di Anton Webern)\, che i giovani esponenti della scuola di Darmstadt (fra i quali lo stesso Boulez) avevano già iniziato a mettere in pratica.\nIn realtà il tempo\, che spesso è galantuomo\, ha dimostrato come quella stagione di innovazioni radicali abbia avuto una valenza e un impatto tutto sommato effimeri\, venendo presto superata da atteggiamenti di tutt’altro tipo\, mentre invece l’eredità lasciataci da Schoenberg\, sia come compositore che come teorico\, ancora oggi si rivela decisiva per comprendere a fondo le ragioni che hanno dato vita a quella straordinaria stagione di creatività musicale che ha attraversato la prima metà del XX secolo e che viene solitamente etichettata con l’espressione “Novecento storico”.\nL’occasione del 150° anniversario della nascita del compositore austriaco (1874-1951) ci offre pertanto la possibilità di rovesciare l’assunto di Boulez\, per provare a dimostrare come i compromessi presenti nelle opere di Schoenberg\, i suoi tentennamenti fra stilemi del passato e una nuova concezione musicale\, non siano da considerarsi come un segno di debolezza\, quanto piuttosto di consapevolezza della grande stagione musicale che ci si stava lasciando alle spalle\, che per questa ragione non poteva quindi essere semplicemente ignorata.\nPartendo dalla figura di Schoenberg\, e dalle sue più significative innovazioni (dal periodo atonale fino alla genesi e allo sviluppo del metodo seriale\, che gradualmente prenderà corpo nella sua produzione)\, si tenterà di far luce sul periodo storico oggetto di indagine prendendo in considerazione anche la produzione di alcuni fra i principali compositori del tempo – sia affini (Webern) che distanti (Debussy e Bartók) dal suo mondo espressivo –\, tutti accomunati dal comune desiderio di individuare una nuova via da seguire. \n** \nProgramma dei lavori [visualizza la brochure] \nSaluti istituzionali: \nVittorino Naso\, Direttore del Conservatorio di Musica di Vibo Valentia\nAntonello Scalamandrè\, Presidente del Consiglio di Amministrazione \nIntroduzione a cura di Domenico Giannetta\, Coordinatore del DITAC \nore 11.00: sessione mattutina \nMaria D’Agostino\nB.A.C.H. nella tradizione dodecafonica: retrospezioni per una «Nuova Musica» \nEsecuzione di Simbolo\, dal Quaderno musicale di Annalibera di Luigi Dallapiccola\n(pianoforte: Maria D’Agostino) \nAlessandro Lemmo\nIl De Profundis op. 50b per coro misto a sei voci di Arnold Schoenberg \nGiulia Maria Rita Basile\nLa Urpflanze goethiana nelle Variationen für Klavier op. 27 (1936) di Anton Webern: ricerca di coerenza e unitarietà \nGabriele Sangiuliano\nAnton Webern\, Variazioni op. 27: analisi dodecafonica della III Variazione \nEleonora Forelli\nDes pas sur la neige di Claude Debussy: relazioni e connessioni attraverso il tempo \nSalvatore Mirenda\nColloquio tra numeri primi: la matematica nell’universo sonoro di Schoenberg e Debussy \n** \nore 15.00: sessione pomeridiana \nLuigi Sassone\nIl lascito di Heinrich Fritz Klein e il suo rapporto con il sistema dodecafonico \nMaria Luisa Grillone\nLa teoria degli insiemi e la musica di Bartók: analisi dell’Allegro moderato da For Children (vol. 1\, n. 39) \nMichele Arena\nSchoenberg e la musica da film: la musica «colta» al servizio delle immagini \nFortunato Costantino Mandaradoni\nVerklärte Nacht di Schoenberg: un esperimento analitico \nStefano Mazzeo\nSchatzler klein op. 18 n. 1: il Lied che ha dato inizio all’era dodecafonica di Anton Webern \nMaria Pia Guerrera\nDes Herzens Purpuvogel op. 25 n. 2: il Lied simmetrico di Webern \nAntonio Rondinelli\nIl rigore e la simmetria nel trattamento della serie nel Concerto op. 24 di Anton Webern \nDomenico Giannetta\nLa Suite für Klavier op. 25 di Arnold Schoenberg: un ponte fra tradizione e innovazione \nAssistenza tecnica: Antonio Miceli e Francesco Petrilli\n(in collaborazione con la classe di Elettroacustica del prof. Luciano Graffi) \n** \nGli studenti iscritti ai Corsi accademici di primo e secondo livello che parteciperanno alla giornata di studi otterranno il riconoscimento di 1 CFA. \nComitato scientifico della giornata di studi: Domenico Giannetta – Luigi Mogrovejo – Vittorino Naso\nReferente: prof. Domenico Giannetta (d.giannetta@consvv.it) \nPrecedenti edizioni delle Giornate di studi di analisi musicale: \n\n2021: Presentazione del volume n. 1 dei «Quaderni di analisi»\n2022: Iannis Xenakis (1922-2001): compositore\, architetto e visionario\n2023: L’universo sonoro di György Ligeti (1923-2006)\n\n\nGALLERIA FOTOGRAFICA: \n \n \n     \n     \n     \n   
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LOCATION:Sala Concerti del Conservatorio (ex Convento dei Gesuiti)\, Via Scesa del Gesù\, 18\, Vibo Valentia\, 89900
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